mercoledì 17 febbraio 2010

Fantastic Mr. Fox: la rat-censione

Titolo: Fantastic Mr. Fox
Anno: 2009
Regia: Wes Anderson
Sceneggiatura: Wes Anderson, Noah Baumbach
Soggetto: Roald Dahl
Musiche: Alexandre Desplat
Cast (voci): George Clooney, Meryl Streep, Jason Schwartzman, Bill Murray, Jarvis Cocker, Owen Wilson, Willem Dafoe, Helen McCrory

Mr. Fox è una volpe fortunata: abita in un’accogliente tana sotterranea con una moglie innamorata e un figlio che attraversa la più classica crisi d’identità adolescenziale, tiene una rubrichetta sul quotidiano locale e conduce una vita serena e tranquilla. Troppo tranquilla per una vecchia volpe come lui, che ha alle spalle un passato di inafferrabile razziatore di pollai, un passato rinnegato per amore della moglie.
Così le pareti di terra della tana iniziano a stargli strette, e Mr. Fox decide di trasferirsi in un nuovo, più spazioso appartamento, ricavato all’interno di un albero che sorge su una collina. Quando scopre che, a poche centinaia di metri dalla sua nuova dimora, sorgono tre fattorie, il suo istinto predatorio affiora irrimediabilmente in superficie: dopo anni di riposo forzato, è nuovamente tempo di rubare polli e tacchini. Peccato che i tre fattori non siano tipi da lasciarsi prendere per i fondelli tanto facilmente.

Premetto subito che sono un grande ammiratore di Wes Anderson e che amo indiscriminatamente tutta la sua produzione cinematografica, da Rushmore a The Darjeeling Limited. Adoro praticamente tutti i personaggi scaturiti dalla sua fervida immaginazione, Royal Tenenbaum e Steve Zissou su tutti. Ciononostante, l’obiettività viene prima di tutto: giudicare un film sulla base di preconcetti, per quanto fondati possano essere, è la morte della critica, amatoriale o professionale che sia. Spero pertanto che questa breve premessa possa dare più valore al mio giudizio sull’ultima fatica dell’eccentrico regista statunitense.

Come già anticipato in un breve commento qualche giorno fa, considero Fantastic Mr. Fox un gioiellino all’interno del cinema d’animazione, una piccola e preziosa anomalia.
Chi, come il sottoscritto, è particolarmente affezionato alla produzione di Anderson si sentirà perfettamente a suo agio tra i dialoghi brevi e incisivi, conditi da affilate punte di sarcasmo, i personaggi delineati con il tipico tratto ruvido, le situazioni e le scelte registiche peculiari del suo modo di fare cinema.
Chi, al contrario, fosse digiuno dei suoi film, non potrà che essere conquistato da uno stile cinematografico che fa di in un’esplosiva miscela di umorismo, ironia e situazioni ai limiti del grottesco la sua cifra fondamentale.

Le peripezie di Mr. Fox e dello sgangherato branco di animali selvatici di cui ama circondarsi potrebbero benissimo essere quelle vissute dalla folle famiglia Tenenbaum, con tutte le sue manie, isterie e peculiarità. O dal delirante equipaggio della Belafonte, la nave sulla quale Steve Zissou imbarca i compagni alla ricerca di un improbabile mostro marino.

Credo sia importante però tenere a mente una cosa: questo è un film d’animazione, un genere che, nonostante alcuni lodevoli tentativi (non sto pensando alla Pixar, autrice di splendidi film d’animazione per ragazzi), rimane saldamente ancorato alla sua fortunata tradizione.
E’ qui che scatta il cortocuito, che l’anomalia prende forma: Fantastic Mr. Fox è irrimediabilmente un film d’animazione, ma è, altrettanto indubbiamente, una cinica e disincantata commedia andersoniana. Siamo sicuri che un ragazzino la apprezzerebbe? Che, al di là di qualche scena che ispira la facile risata (ma vi assicuro che non sono molte, anzi) e di qualche buffo personaggio, si divertirebbe come a una proiezione di Up, Shrek & compagnia bella? E siamo sicuri che lo spettatore medio andrebbe a vedere un film d’animazione in stop motion?
Già, perché in un momento nel quale il cinema tenta disperatamente di salvare il salvabile grazie all’indiscriminato abuso del 3D, unico margine di vantaggio reale che la sala può ancora (temporaneamente) vantare sull’home cinema, Wes Anderson ti gira un film in stop-motion (o “passo uno”), particolare tecnica che stende sul film una patina leggermente vintage e allo stesso tempo gli conferisce un effetto “scattoso” e in un certo modo grossolano che calza alla perfezione alla spigolosità tipica delle situazioni e dei personaggi ricorrenti nel suo cinema.

Appunto, i personaggi. In ordine sparso: Mr. Fox, il protagonista, vecchio volpone che non riesce a tenere a freno i suoi istinti predatori; Ms. Fox, la moglie, che tenta disperatamente di tenerlo lontano dai guai, a costo di mandare a monte il suo matrimonio; Ash, il figlio insicuro e impacciato, desideroso di seguire le ingombranti orme di un padre vincente; Kristoffen, il cugino perfetto in tutto ciò che dice e fa; Kylie (un opussum), miglior amico di Mr. Fox nonché complice delle sue bizzarre iniziative; Badger (un tasso), avvocato e consulente finanziario di Mr. Fox; Boggis, Bunce & Bean (esseri umani), imprenditori nel campo dell'allevamento intensivo nonché bersagli prediletti delle razzie notturne di Mr. Fox; Rat, un ratto (come si evince dal nome) dal serramanico facile nonché guardiano del preziosissimo sidro di Bean. E via dicendo, in un’indimenticabile carrellata di vizi, stravizi e virtù.

Da un lato troviamo gli animali, ognuno indispensabile alla causa di Mr. Fox (ma che ben presto diverrà giocoforza quella di tutti) non tanto perché appartenente a una determinata specie, e di conseguenza dotato delle caratteristiche genetiche a essa riconducibili, bensì in quanto essere unico, dotato delle propria, irripetibile specificità.
A guidarli l’incredibile Mr. Fox, centro di gravità di tutti gli eventi esattamente come lo sono Royal Tenenbaum e Steve Zissou.

Dall’altro,

Boggis, Bunce and Bean
One fat, one short and one lean.
These horrible crooks,
so different in looks.
were none the less equally mean
.

Uno grasso, uno basso e uno magro, diversi nell’aspetto, e tuttavia uguali nella sostanza e uniti negli intenti: uccidere la volpe, a costo di distruggere un’intera vallata a colpi di bulldozzer e dinamite.
E così faranno, ma il risultato, ovviamente, non sarà quello sperato.

Anche dal punto di vista visivo e sonoro la firma di Anderson è autentica al 100%: dalla scelta cromatica, che ricade su colori caldi e accesi, agli improvvisi primi piani che indugiano sulle espressioni (o inespressioni) dei volti, fino ai famigerati spaccati orizzontali delle location, inquadrate col tipico sguardo da “formicaio di vetro” che strapperà un sorriso a tutti i fan di Life Acquatic (sì, lo so, sono fissato).

Una menzione speciale alla splendida colonna sonora firmata da Alexandre Desplat e arricchita da pezzi di Beach Boys, Rolling Stones e altri giganti della musica, e agli attori (molti dei quali appartenenti alla scuderia dei fedelissimi di Anderson) che hanno prestato le loro voci ai personaggi: da George Clooney a Owen Wilson, da Meryl Streep a Bill Murray, da William Dafoe a Jason Schwartzman.

Il consiglio del sottoscritto è, come sempre, di quello di godersi il film in lingua originale.

Link utili
Il sito ufficiale del film (splendidi i wallpapers).
Wes Anderson su Wikipedia.
Un'intervista a Bill Murray, Wes Anderson e George Clooney.
La tracklist della colonna sonora.

9 commenti:

Geek ha detto...

Sottoscrivo tutto, ottima recensione, non avrei saputo mai fare di meglio. A questo punto devo leggere per forza il racconto di Dahl, c'è qualche speranza da casa Salami Regina Ratta? Non riesco a trovare in mp3 o YT la canzoncina che mi ha prima deliziato e poi rovinato un giorno intero (non potendomela togliere dalla testa). Adesso la voglio come suoneria!

p.s: lo sketch del lupo è il mio preferito! ahahah perché?

Geek ha detto...

eccolaaaa

http://www.youtube.com/watch?v=QGhQGmUHfJI&NR=1

dal minuto 2

Miss Blonde ha detto...

Già dopo aver letto la trama ero esaltata, poi ho letto il resto e mi hai decisamente convinta, ottima rat-censione :) lo cercherò assolutamente, mi ispira troppo!

Rattessa onoraria Blonde
(mi firmerò sempre così qua :D)

Re Ratto ha detto...

La filastrocca di Boggis, Bunce & Bean mi sta rovinando la vita, son tre mattine che mi sveglio canticchiandola.
Per il libro, no problem, te lo recuperiamo.

Re Ratto ha detto...

@ Rattessa onoraria Blonde: ti ringrazio, sono onorato dal poter contribuire alla diffusione di questo film in particolare, e del cinema di Anderson in generale.

abo ha detto...

Visto ieri sera, gustoso anzichenò...

Re Ratto ha detto...

Sappi che la filastrocca di Boggis, Bounce & Bean ti tormenterà per il resto della settimana.

Miss Blonde ha detto...

Ciao Ratto!

Finalmente ho visto Mr Fox, o meglio, mi manca il finale perché ciò che ho visto da zshare è orfano proprio dell'ultima parte (finisce a 43 minuti e 49 secondi...) e non so come procurarmela!! Dannazione...
Però fino a dove l'ho visto mi è piaciuto tantissimo! Soprattutto per la lotta interiore fra la vera natura di Fox e ciò che vorrebbe la moglie per lui, ma anche per i conflitti padre-figlio e la naturale gelosia di Ash per il cugino... insomma l'ho trovata una storia molto attuale e sinceramente la realizzazione l'ho preferita di gran lunga ai vari 3D che girano ora.

Grazie per il consiglio! :)
Ciao!

Rattessa onoraria MB

Re Ratto ha detto...

Buonasera Rattessa quale onore!
Visto che, anche in tempi di vacche magre, qualche piccolo gioiellino sbuca sempre fuori?
Però mi raccomando, procurati il file completo, il film merita di essere visto per intero!
Ultimamente anch'io ho rallentato parecchio il ritmo delle proiezioni, ma settimana prossima conto di smazzarmi un paio di horror & affini: spero di risollevare la media dopo quella porcheria di Descent 2...

Alla prossima!