
Un piccolo strappo alla regola per celebrare un'impresa immensa.
Grazie ragazzi.

Autore: Francisco Pérez Gandul
Chi mi conosce sa che vado al cinema molto di rado, più per pigrizia che altro: dopotutto, perché uscire dalla Tana, spendere 8 euro (più popcorn e porcherie varie, alle quali raramente riesco a resistere) e rannicchiarmi per 2 ore in una poltroncina che non mi permette quasi mai di stendere completamente le gambe quando posso spararmi un film in taverna, gratis, stravaccato in posizione supina sorseggiando birra e strafogandomi di patatine di fronte a un plasma da 42 pollici?
Inception è un film d’azione fantascientifico che viaggia in tutto il mondo e nel mondo intimo e infinito dei sogni. Dom Cobb (Leonardo DiCaprio) è un abile ladro, il migliore assoluto nell’arte pericolosa dell’estrazione, che consiste nel rubare segreti preziosi dal profondo del subconscio durante lo stato di sogno, quando la mente è più vulnerabile. La rara capacità di Cobb ha fatto di lui un giocatore ambito nell’infido mondo del nuovo spionaggio aziendale, ma ne ha anche fatto un latitante internazionale e gli è costato tutto ciò che ha mai amato. Ora a Cobb viene offerta una possibilità di redenzione. Un ultimo lavoro potrebbe restituirgli la sua vita, ma solo se riuscirà a realizzare l’impossibile-incipit. Al posto della rapina perfetta, Cobb e il suo team di specialisti devono fare il contrario: il loro compito non è quello di rubare l’idea, ma di piantare una. Se riusciranno, potrebbe essere il crimine perfetto. Ma nè un’attenta pianificazione, nè le grandi competenze della squadra, sono in grado di prepararli ad un pericoloso nemico che sembra prevedere ogni loro mossa. Un nemico di cui solo Cobb ha potuto prevedere l’arrivo. (Warner Bros)
Una cittadina apparentemente perfetta che da 5 anni si sforza di dimenticare, di seppellire un terribile segreto sotto la farina di grano che, proveniente dalla fabbrica di pane sulla collina, si stende un po' dappertutto; un efferato omicidio che riapre vecchie ferite, minando l'ordine pubblico e l'equilibrio psicologico faticosamente raggiunto negli ultimi anni... un equilibro che si spezza non solo nella collettività, ma anche nella mente di chi, come lo sceriffo, darebbe tutto pur di mantenere lo status quo.